Le novità della UNI 7129:2015

Le novità della UNI 7129:2015

Nel mese di dicembre 2015 è stata pubblicata l’aggiornamento della norma UNI 7129, norma per la progettazione, installazione e messa in servizio di impianti domestici e similari alimentati a gas combustibili asserviti ad apparecchi utilizzatori aventi portata singola termica nominale massima non maggiore di 35 Kw, approfondiamo alcune di queste novità introdotte.

  • Possibilità di scaricare con una caldaia a condensazione in una canna fumaria collettiva dove sono collegate caldaie tradizionali;
  • Canne collettive in pressione positiva;
  • Scarichi delle condense;
  • Giunzioni;
  • Asole tecniche;
  • Materiali
  • Modifica della prova di tenuta.

 

Scarico in canna fumaria collettiva

La nuova norma ammette la possibilità di sostituire un apparecchio di tipo C convenzionale, collegato ad una canna collettiva, con uno a condensazione dopo aver verificato il corretto funzionamento ad umido della canna collettiva e la compatibilità tra la canna collettiva e gli apparecchi ad essa allacciati, dopo questo riscontro dovrà essere appurato il corretto funzionamento dimensionale, secondo norma UNI 13384 che verifichi il corretto funzionamento e la possibilità di sostituire nel tempo tutte le caldaie tradizionali con caldaie a condensazione.

Quanto riportato nel paragrafo sopra potrebbe essere difficilmente realizzabile senza interventi sul condotto principale. È probabile che dimensionamenti eseguiti in anni passati, con fumi oltre i 120 gradi, con le nuove condizioni, a minor temperatura, potrebbero non verificare.  Le nuove temperature in gioco potrebbero annullare il tiraggio del camino, essendo la temperatura “il motore del tiraggio”, abbassarla notevolmente, inserendo caldaie a condensazione equivale a togliere potenza “al motore” e non è così scontato che esista una soluzione senza dover intervenire sulla canna fumaria. Da una prima analisi speditiva la soluzione potrà essere trovata per il 10% delle canne collettive oggi esistenti.

Canne collettive in pressione positiva

Un’interessante novità introdotta dalla norma sono le canne collettive “in pressione positiva”, mentre in passato il dimensionamento del camino era effettuato considerando che la pressione interna al camino fosse inferiore alla pressione atmosferica, oggi la norma prevede il funzionamento della canna collettiva in pressione positiva. È possibile collegare ad una canna collettiva, funzionante in pressione positiva, solo apparecchi dichiarati idonei dal fabbricante per tale applicazione e dotati di dispositivo di non ritorno, chiamato in gergo valvola a “caplet”, che permetta un’unica direzione del flusso dei fumi.

La soluzione di un condotto in pressione giustifica diametri più contenuti della sezione del camino. Il numero di apparecchi massimi installabili in questo tipo di canna è determinato dal progettista del sistema e comunque rimane il limite massimo d’allaccio di due apparecchi per piano.

Scarichi delle condense

L’ultimo aspetto rilevante introdotto dalla norma sullo scarico dei prodotti della combustione è la parte riguardante le condense, la vecchia norma UNI 11071 è stata ritirata in virtù della nuova parte quinta. La vecchia norma prevedeva lo smaltimento delle condense tramite un collegamento all’impianto di smaltimento dei reflui domestici, mentre oggi la visione è di più largo spettro garantendo lo scarico delle condense nel rispetto della legislazione vigente, lasciando maggior possibilità di manovra, come oggi avviene in altre legislazioni degli stati membri della comunità europea.

Tra i materiali costituenti i componenti di scarico delle condense prima avevamo solo materiali plastici o acciai inossidabili, oggi è sufficiente che il materiale sia idoneo a resistere nel tempo alle normali sollecitazioni meccaniche, termiche e chimiche delle condense, possiamo pensare di utilizzare, seppure poco pratici, materiali ceramici.

Le restanti parti della norma, riguardanti lo scarico delle condense, non mostra significative differenze rispetto alla regola precedente, l’unico aspetto che merita un chiarimento è quello sulla neutralizzazione delle condense. I prodotti di condensa sono acidi mentre i reflui domestici sono basici (l’opposto dell’acido), la miscelazione della componente acida di condensa e la componente basica degli scarichi civili porta ad una naturale neutralizzazione, pertanto si può scaricare direttamente in fognatura. Se lo scarico della condensa è collegato a scarichi provenienti da unità ad uso abitativo o in edifici con prevalente uso abitativo, la neutralizzazione avverrà di conseguenza, se lo scarico della condensa è collegato a scarichi di unità non destinati ad uso abitativo dovrà essere installato un sistema di neutralizzazione di condense. Se lo scarico non avviene nel sistema fognario, è necessaria l’installazione di un neutralizzatore.

Giunzioni

La tecnologia che avanza e il grado di sicurezza che hanno raggiunto le giunzioni meccaniche e filettate hanno fatto sì che il nuovo testo di norma non imponesse necessariamente di inserire tali giunzioni all’interno di scatole di ispezione, da oggi le giunzioni possono essere poste sotto traccia ed annegate nella malta di cemento costituita da una parte di cemento e tre di sabbia. Qualora si dovesse verificare un trafilamento,  sarà la malta stessa a costituire una barriera impermeabile alla diffusione del gas. Una giunzione filettata ora sarà possibile collocarla anche in locale non areato o non aerabile, purché sia posta sotto traccia. In analogia non vi è più l’obbligo del pozzetto ispezionabile nell’interramento dei giunti meccanici o filettati.

Tra le installazioni in alloggiamento tecnico troviamo l’asola di servizio che può essere ad uso esclusivo delle tubazioni o ad uso promiscuo come ad esempio tubazioni del gas, cavi elettrici, cavi di antenne televisive e condotte dell’acqua, non è ammesso l’uso promiscuo con sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione. Nel caso di uso promiscuo la linea gas deve essere protetta con guaina metallica o polimerica, analoga protezione deve essere riservata ai cavi elettrici anche se a basso voltaggio, possono essere inseriti senza protezione le tubazioni dell’acqua. L’asola tecnica deve avere le pareti impermeabili al gas e deve essere permanentemente areata e le dimensioni interne devono consentire gli interventi di manutenzione di tutti i servizi in essa contenuti.

Asole tecniche

L’asola tecnica ad uso promiscuo oggi è prevista anche nel caso evacuazione dei prodotti della combustione, all’interno dello stesso cavedio possono essere inseriti tubazioni dell’acqua o di altri fluidi non combustibili, non devono essere presenti servizi elettrici, in questo caso l’intercapedine libera non deve essere adibita ad aspirazione dell’aria comburente.

Materiali

La parte sicuramente più interessante introdotta con questa revisione normativa è quella riguardante i nuovi materiali utilizzati, o meglio assimilati all’interno della Uni 7129 e prima previsti in altre “specifiche tecniche”: sistemi a pressare, tubazioni in acciaio corrugato e tubazioni in multistrato.

La norma riporta le specifiche dei materiali e dei sistemi di giunzione, per quanto riguarda l’acciaio è dato stato spazio all’acciaio in parete sottile e per il rame sono stati rivisti gli spessori delle tubazioni, mentre con la vecchia norma lo spessore di parete era di 1 mm fino al diametro di 35 mm e 1,5 oltre, l’aggiornamento della norma si riallaccia alla norma UNI En 1057 che prevede una grossa variabilità degli spessori minimi da: 0,7 a  0,8 a 0,9 o 1 mm, in base al diametro della tubazione.

Verifica di tenuta

Un ultimo aspetto che vorremo richiamare è la prova di tenuta dell’impianto, necessaria a verificare l’assenza di dispersioni di gas su nuovi impianti a gas, in caso di rifacimenti parziali, di manutenzione straordinaria e nel caso di sostituzione degli apparecchi.

La verifica di tenuta deve essere effettuata prima della messa in servizio dell’impianto. Si può procedere alle verifiche seguedo le indicazioni contenute nel paragrafo relativo al collaudo dell’impianto che prevede due opzioni:

  • Nuova realizzazione o rifacimento totale;
  • Rifacimento parziale o di interventi di straordinaria manutenzione.

La verifica di tenuta per interventi di manutenzione prevede l’applicazione del metodo diretto o indiretto le cui procedure sono indicate all’interno della norma UNI 11137, mentre per i nuovi impianti è la stessa UNI 7129 che fornisce tutte le indicazione necessarie per effettuare la prova:

  1. Si inseriscono dei tappi a tenuta a valle di ogni rubinetto d’utenza e a monte del punto di inizio;
  2. Tramite la presa pressione si immette aria o gas fintanto che l’impianto non abbia raggiunto la pressione maggiore di 100 mbar e inferiore a 150 mbar;
  3. Si attende un tempo di almeno 15 minuti necessario a stabilizzare la pressione e si effettua una prima lettura;
  4. Si attendono ulteriori 5 minuti per effettuare una seconda lettura che deve rilevare una caduta di pressione non maggiore dei valori riportati in apposita tabella.

A differenza della precedente norma, oggi, è ammessa una caduta di pressione che è fisiologica di tutti gli impianti, gli stessi rubinetti, che costituiscono l’impianto, vengono progettati e costruiti secondo norme che ammettono la non perfetta tenuta. Sarebbe inutile e ingiustificato pretende la perfetta tenuta da un impianto che come minino ha due di rubinetti.

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